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 Sabato 10 marzo ore 15.00 Piazza Farnese ROMA

 

 

 



 





ATTENZIONE!!!!
Ho scoperto che qualche, come definirlo, "Buontempone" va in giro a insultare altri Bloggers usando il mio nome e il mio link. Non sono io. Ne ho informato la Redazione.
Mi scuso con i malcapitati, ma vi assicuro che la più offesa e arrabbiata sono io!




www.iostoconleriforme.ilcannocchiale.it





 





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POLITICA
La storia e la propaganda
16 febbraio 2009
Oggi  ho assistito a una scena surreale.
Riassumo brevemente i fatti: il PDL aveva presentato una mozione sul Giorno del Ricordo, a nome del Partito Democratico e dell'intera maggioranza ho predisposto degli emendamenti che non modificavano in nulla la richiesta di solidarietà agli esuli o l'impegno a ricordare i caduti delle foibe, ma puntavano a contestualizzare questa dolorosa vicenda nella più ampia e altrettanto tragica storia del confine orientale, e che sono stati approvati in Aula
Risultato: il PDL, presente in Aula con soli tre rappresentanti, ha votato contro la mozione!

Insomma quando si prova a discutere in modo serio, tralasciando la demagogia e la propaganda per affrontare le ferite della Storia in modo articoltato, per rispetto delle vittime, di tutte le vittime, comprese quelle delle foibe, la PDL decide che le foibe sono molto meno interessanti e addirittura vota contro


Di seguito riporto il testo della mozione come emendata e quello del comunicato stampa del PD, della Sinistra Arcobaleno e della Lista Civica del XV Municipio.

MOZIONE
Oggetto: 10 febbraio – Giorno del ricordo
PREMESSO
che con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 la Repubblica italiana ha istituito il giorno del ricordo da celebrarsi il 10 febbraio
che tale legge nasce "al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale” [art. 1 legge 92/2004]
PREMESSO ALTRESI’ CHE
la politica del fascismo già negli anni ‘20 e ‘30 si caratterizzò per una violentissima azione di snazionalizzazione e un vero e proprio programma di distruzione integrale dell’identità nazionale degli sloveni e dei croati presenti sul territorio italiano (chiusura di giornali e associazioni culturali, divieto dell’uso pubblico della lingua, limiti nell’accesso ai pubblici uffici, licenziamento di molti insegnanti, costretti a emigrare etc)
la vicenda delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata seguì quella dell’invasione del territorio della Slovenia e della Croazia, avvenuta il 6 aprile 1941, da parte dell’Italia fascista a fianco della Germania di Hitler
EVIDENZIATO CHE
- le truppe italiane nel corso dei mesi dell’occupazione si caratterizzarono per l’uso sistematico del terrorismo nei confronti della popolazione civile con stragi, distruzioni, rappresaglie feroci contro i patrioti sloveni e le loro famiglie (2300 civili fucilati nella sola cittadina di Kragulevac), incendi di interi villaggi, deportazioni di popolazioni di intere zone senza distinzioni di età e di sesso 
- a partire dal 1942 la deportazione di massa delle popolazioni slovene porterà alla costituzione da parte del regime fascista di almeno 31 campi di deportazione e concentramento sotto il controllo dei militari italiani e in particolare della II Armata (Kraljevica, Lopud, Kupari, Korica, Brac, Hvar, fino ai più noti di Arbe in un’isola dell’Adriatico, di Gonars e Visco nel Friuli, di Chiesanuova e Monigo in Veneto), dove moriranno di stenti, malattie e fame migliaia di civili sloveni e croati, di zingari e di ebrei, soprattutto vecchi, donne e bambini.
SOTTOLINEATO
le drammatiche vicende del confine orientale sono assai poco conosciute e che mai è stata fatta piena luce, basti pensare che degli oltre 700 italiani iscritti nella Lista delle Nazioni Unite dei criminali di guerra per le efferatezze compiute in Jugoslavia, nessuno è mai stato processato (così come nessun italiano è mai stato processato per l’uso dei gas tossici in Etiopia o per gli attacchi agli ospedali della Croce Rossa).
CONSIDERATO
che numerose sono le iniziative che vengono tenute in tutto il territorio nazionale per celebrare questa solenne ricorrenza; iniziative che sono volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario ed artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, nella convinzione che, come ha detto il Presidente Napolitano nel corso delle celebrazioni, della Giornata del Ricordo, “nessuna identità può essere sacrificata o tenuta ai margini nell'Europa unita che vogliamo far crescere anche insieme alla Slovenia e alla Croazia democratiche”
AUSPICA
che l’approfondimento delle tragiche vicende del confine orientale e la piena assunzione delle reciproche responsabilità sia da parte Italiana che Slovena possa servire a“fare quell’opera di verità e di giustizia, nello spirito della pace e dell'integrazione europea” di cui ha parlato il Presidente della Repubblica
IMPEGNA
il Presidente del Municipio a farsi promotore di iniziative, attraverso risorse aggiuntive, anche in collaborazione con gli Istituti scolastici, da svolgersi sull’intero territorio del XV Municipio per onorare questa ricorrenza onde consentire anche alle nuove generazioni di venire a conoscenza di quel terribile periodo storico che comincia con l’occupazione italiana della Jugoslavia e si conclude con l’esodo giuliano-dalmata" per contribuire ad acquisire e tramandare una memoria condivisa.




COMUNICATO STAMPA dei capigruppo della Lista Civica, della Sinistra Arcobaleno e del PD

"Ci lascia allibiti che il Pdl, dopo la campagna altisonante che ha fatto sulla Giornata del Ricordo, abbia votato contro una mozione da esso stesso presentata  rrivando a ripudiarla. Il Consiglio ha emendato la mozione esclusivamente nelle premesse al fine di fornire un quadro storico completo senza modificarne le conclusioni nelle quali si chiede al Municipio l'impegno 'a farsi promotore di iniziative, attraverso risorse aggiuntive, anche in collaborazione con gli Istituti scolastici, da svolgersi sull'intero territorio del XV Municipio per onorare questa ricorrenza onde consentire anche alle nuove generazione di venire a conoscenza di quel terribile periodo storico che comincia con l'occupazione italiana della Jugoslavia e si conclude con l'esodo giulianodalmata'. Proprio per quanto sopra troviamo paradossale che il Pdl prima ritiri la mozione e poi voti contro dopo che la Maggioranza l'ha fatta propria: non ci sono altri commenti per questo modo strumentale di fare politica che antepone la propaganda ideologica alla realtà. Evidentemente il PDL ha interesse a raccontare solo una parte della storia non solo peccando di superficialità, ma anche mancando di rispetto proprio a quelle vittime che, per essere ricordate nel migliore dei modi, meritano che sia fatta piena chiarezza e verità storica su quei fatti".



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