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 Sabato 10 marzo ore 15.00 Piazza Farnese ROMA

 

 

 



 





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Ho scoperto che qualche, come definirlo, "Buontempone" va in giro a insultare altri Bloggers usando il mio nome e il mio link. Non sono io. Ne ho informato la Redazione.
Mi scuso con i malcapitati, ma vi assicuro che la più offesa e arrabbiata sono io!




www.iostoconleriforme.ilcannocchiale.it





 





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politica interna
Per il diritto alla cittadinanza dei minori stranieri nati in Italia
22 dicembre 2010

Approvata in Consiglio con l'astensione delPDL




MOZIONE

OGGETTO: appello al Parlamento per il diritto alla cittadinanza dei minori stranieri nati in Italia

 

 

PREMESSO

Che la cittadinanza italiana, secondo la legge n. 91 del 5 febbraio 1992, si basa sul principio dello “jus sanguinis”, cioè della discendenza di sangue per il quale è italiano chi è figlio di almeno un cittadino italiano,.

CONSIDERATO

-          che secondo i dati Istat, i minori stranieri (minori nati in Italia, minori ricongiunti, rifugiati, minori stranieri non accompagnati, minori adottati) in Italia sono 932.675, il 22,0% del totale degli stranieri residenti;

-          che di questi circa 573 mila, pari al 13,5% della popolazione immigrata, sono nati in Italia (+10,4% rispetto al 2009), mentre la restante parte è giunta nel nostro paese è giunta in Italia per ricongiungimento familiare.

-          che nel 2009 sono nati in Italia da genitori stranieri ben 77.109 bambini, pari al 13,6% del totale delle nascite, con un incremento  pari al  +6,4% rispetto al 2008

 

SOTTOLINEATO:

-          che questi bambini costituiscono la cosiddetta “seconda generazione” in quanto stranieri, ma non immigrati;

-          che gli stranieri nati in Italia sono per la maggior parte ancora minorenni, visto che il fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese è relativamente recente

-          che pur nati in Italia, questi bambini restano stranieri a causa dell’attuale legge sulla cittadinanza, la

-          quale non contempla l’acquisizione della cittadinanza per nascita su territorio nazionale (“jus solii”)

EVIDENZIATO

Che nella convenzione dei diritti del fanciullo conclusa a New York il 20 novembre 1989 e ratificata dall'Italia con la legge 27 maggio 1991 n.176 si afferma che "occorre preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella Società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, di dignità, di tolleranza, di libertà di uguaglianza e di solidarietà".

 

che anche la Convenzione Europea sulla Cittadinanza, conclusa tra gli Stati membri del Consiglio d'Europa il 6 novembre 1997, in attesa di ratifica da parte del nostro paese, si dimostra consapevole del problema e prevede per questo che ciascun Stato Parte faciliti nel suo diritto interno l'acquisto della cittadinanza per le "persone nate sul suo territorio e ivi domiciliate legalmente e abitualmente" (art.6 p.4 lett.e).

 

che viceversa la condizione di estraneità in cui cresce il minore straniero rischi di compromettere questi principi che la convenzione dei diritti del fanciullo ha affermato nel Preambolo e che questa diversità incomprensibile può persino alimentare preconcetti discriminatori che costituiscono una minaccia concreta alla dignità del bambino.

 

 

 

IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO DI ROMA XV

 

RITIENE

 

Indispensabile giungere al più presto a una riforma della legge sulla cittadinanza che tenga conto delle profonde modifiche demografiche avvenute in Italia e che riporti l’Italia nel solco delle maggiori democrazie che contemplano lo jus solii per ottenere la cittadinanza, come condizione di una migliore integrazione e inclusione dei bambini immigrati nati in Italia e che già considerano questo Paese il loro.

 

 

Chiede

al Parlamento di promuovere una legge sulla cittadinanza che preveda che la cittadinanza italiana possa essere acquisita al momento della nascita per i bambini nati in Italia da genitori stranieri già

regolarmente soggiornanti, i quali mostrino in concreto di volersi inserire nella società italiana, che al positivo inserimento del minore nel nostro Paese, anche se nato all’estero, corrispondano adeguate

modalità di attribuzione della cittadinanza, già prima del compimento della maggiore età; rendendo altresì

disponibili procedure opportunamente agevolate di naturalizzazione nei primi anni dell’età adulta per coloro

che siano comunque giunti durante la minore età in Italia, che ai giovani nati o vissuti in Italia sin dalla tenera età, ma già divenuti maggiorenni sotto il vigore della legge n. 91/1992, sia transitoriamente consentito di valersi delle nuove regole di acquisto della cittadinanza durante la minore età.





permalink | inviato da serenacolonna il 22/12/2010 alle 19:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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