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MUNICIPIO ROMA XV PER LA LEGALITA'

 

Per l’uso sociale dei beni confiscati alla mafia
 
 
Il Consiglio del Municipio ROMA XV
PREMESSO
Che la legge 13 settembre 1982, (cosiddetta Rognoni – La Torre), integrando la legge 31 maggio 1965 n. 575 recante “Disposizioni contro la mafia”, ha introdotto accanto alle misure di prevenzione di carattere personale quelle di carattere patrimoniale del sequestro e della confisca dei beni;
Che nel 1996, su proposta di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le Mafie”, furono raccolte in tutta Italia più di un milione di firme per chiedere il riutilizzo a fini sociali e istituzionali di quei beni confiscati alle mafie;
Che l’appello fu accolto da tutte le forze politiche presenti in Parlamento che approvarono all’unanimità la legge 109/96 “Disposizioni in materia di gestione di beni sequestrati o confiscati”
Che a seguito di tale legge e delle successive modifiche beni confiscati alla mafia possono essere mantenuti al patrimonio indisponibile dello Stato per finalità di ordine pubblico, giustizia e protezione civile e anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di Amministrazioni statali, Agenzie Fiscali, Università statali, Enti pubblici e Istituzioni culturali di rilevante interesse, ovvero trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del Comune ove l'immobile è sito ovvero al patrimonio della Provincia o della Regione;
Che da allora numerosi interventi legislativi sono stati compiuti al fine di raccordare tutti i soggetti coinvolti nelle procedure di sequestro, confisca e assegnazione a scopo sociale (Autorità Giudiziaria, Enti Locali, Demanio , Prefetture, associazionismo) e di renderne sollecito ed efficace l’iter di destinazione;
Che da un monitoraggio conclusosi il 30 giugno 2009 nel territorio italiano i beni immobili confiscati sono 8.620 di cui in gestione al Demanio 3.213, destinati ma non consegnati 669, destinati e consegnati 4.738; mentre le aziende confiscate sono 603 di cui in gestione al Demanio 215 e destinate 388;
Che nella Regione Lazio i beni immobili confiscati sono 324 di cui in gestione al Demanio 78, destinati ma non consegnati 20, destinati e consegnati 226; mentre le aziende confiscate sono 76 di cui in gestione al Demanio 7, destinate 69
Che nella città di Roma sono presenti 158 beni immobili di cui in gestione al Demanio 26, destinati ma non consegnati 9, destinati e consegnati 123; mentre le aziende confiscate sono 67 di cui 3 in gestione al Demanio e 64 destinate
CONSIDERATO
Che nell’emendamento n 2.3000(testo 3 emendato) alle legge finanziaria 2010 si prevede la possibilità di vendere i beni confiscati alla criminalità organizzata;
Che tale indirizzo rischia di vanificare quanto previsto dalla legge 109/96, aprendo scenari di possibile riacquisto da parte della criminalità organizzata, tramite terzi, di beni, precedentemente sequestrati, specie nei territori a più alta infiltrazione mafiosa dove le procedure di vendita rischiano di svolgersi in un oggettivo clima di intimidazione
SOTTOLINEATA
la necessità di incrementare invece gli sforzi nella lotta alla criminalità organizzata e alle mafie che operano nel territorio del nostro paese e di sottrarre in maniera definitiva e certa alle organizzazioni criminali gli ingenti patrimoni accumulati grazie alle attività illecite;
SOTTOLINEATO ALTRESÌ
Anche il valore etico della scelta dell’uso pubblico dei beni sottratti alla mafia come ricostruzione di un senso dello Stato e delle Comunità in cui beni frutto di illegalità, corruzione, violenza diventano patrimonio e ricchezza di tutta la società italiana, creano posti di lavoro e luoghi di riscatto sociale.
EVIDENZIATO
Che molti Enti locali di vario colore politico hanno già manifestato il loro dissenso all’emendamento in questione
Che poco più di un anno fa il Municipio XV aveva già sottolineato l’importanza della Legge Rognoni-La Torre nella mozione “Non cancellare Pio La Torre
Che proprio a seguito di quella mozione il Municipio ha promosso con l’Associazione Libera iniziative in difesa della legalità e contro le mafie nelle scuole, con visite ai beni sottratti alla mafia e riutilizzati a fine sociali siti nel Comune di Roma
ESPRIME
la propria preoccupazione che l’introduzione di tale norma possa essere fonte di assoluta incertezza nell’utilizzo dei beni confiscati ed essere quindi un elemento di indebolimento nella lotta alla criminalità organizzata;
ADERISCE
all’appello promosso da Libera contro l’emendamento 2.3000 che prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi e per il rafforzamento dell'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan.
CHIEDE
al Parlamento di ritirare il suddetto dispositivo che verrebbe a compromettere in maniera rilevante l’impianto legislativo di contrasto alla mafia che ha nella confisca dei beni e nel loro utilizzo a scopi sociali uno degli strumenti più efficaci di lotta alla criminalità organizzata.
al Parlamento invece di introdurre norme che facilitino il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, e strumenti atti a destinare ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie.
IMPEGNA
Il Presidente del Consiglio municipale a trasmettere questa mozione .
-         al Sindaco affinché intervenga presso il Governo per richiedere lo stralcio dell’emendamento n.2.3000 (testo 3 emendato) alla legge finanziaria 2010.
-         ai Capigruppo del Senato affinché si adoperino per eliminare questo emendamento dalle legge 1790 per la finanziaria 2010
-         al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al Presidente del Senato e al Presidente del Consiglio

Pubblicato il 23/12/2009 alle 13.48 nella rubrica Municipio XV.

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